Queer che significa? Qual è il significato di famiglia queer? Significato e storia del termine

Queer e famiglia queer, due termini oggi usati in maniera popolare, anche se non sempre con il loro reale significato...

Queer è un termine usato ampiamente nella comunità LGBTQ+ ma non tutti sono a conoscenza del suo reale significato. Da non confondere con famiglia queer, un modo inconsueto di definire una vera e propria scelta di vita. Per evitare inutili confusioni, scopriamo di seguito da dove nasce il vocabolo e qual è la sua storia!

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Usata in maniera generica, Queer è una voce entrata nel vocabolario per indicare chi non è eterosessuale ma nemmeno cisgender. In effetti è un termine importato dalla lingua inglese, il cui significato coincide con eccentrico oppure insolito.

Comunemente Queer è utilizzato da una persona della comunità LGBTQ+ che non vuole dare un nome preciso alla propria identità di genere, oppure non vuole rivelare e precisare il proprio orientamento sessuale. Il termine è stato riconosciuto dalla comunità LGBT+ ed è stato inserito, quindi, insieme ad altre definizioni, negli acronimi utilizzati dalla stessa.

Qual è il significato di famiglia queer?

Famiglia queer è un neologismo diventato celebre di recente, grazie alla scrittrice Michela Murgia, autrice di romanzi coinvolgenti e personaggio pubblico contemporaneo di spicco. Ebbene, nel corso di una lunga intervista al Corriere della Sera, ha svelato i retroscena della sua queer family, una famiglia dove le relazioni contano più dei ruoli. Si tratta, quindi, di una famiglia di elezione, dove le persone vivono insieme per scelta e dove i rapporti interpersonali, pur essendo forti, non sono del tutto convenzionali.

Michela Murgia rende perfettamente l’idea di famiglia queer con i dieci letti presenti nella sua casa di Roma. Ancora meglio, la grande scrittrice, spiega nel suo profilo Instagram il vero significato: “Ma alla fine, chi scopa con chi?” Questa domanda compare in decine di messaggi che mi sono arrivati dopo il post sulla queer family. Potrei dire che il desiderio è personale e ciascuno nel mondo lo vive come e con chi vuole in ogni situazione, compreso chi ha una famiglia tradizionale. Invece la domanda merita una risposta articolata, perché rivela il meccanismo di iper-sessualizzazione che si innesca ogni volta che parliamo di organizzazione dei rapporti in modo non tradizionale.”

Queer o famiglia queer?

E ancora, la scrittrice racconta con la solita chiarezza che la caratterizza: “Perché sessualizziamo così tanto le famiglie non tradizionali e romanticizziamo quelle binarie? Perché legittimare un solo modello implica proprio questo: indurci a pensare che le cose in quella cornice avvengano in modo “normale” e che tutte le altre situazioni siano luoghi senza regole, dove si praticano stravizi sessuali in una specie di orgia permanente e instabile. Vi svelo un segreto: esattamente come tutte le famiglie, una famiglia queer è un posto dove si organizza la responsabilità reciproca, non le scopate. Ho trovato casa, per le rate un modo troveremo, organizziamo il lavoro, curiamo le fragilità, ritira la tintoria, bagna le piante, ho preso gli agretti per la cena insieme di domani, mamma ti manda il panettone, non preoccuparti di questo, chiama l’idraulico, ci penso io, ci pensiamo noi. Nessun “ti amo” varrà mai quanto un “ci penso io”.

Una dinamica familiare, quindi, del tutto lontana dalla tradizione ma dove ogni membro svela le sue enormi potenzialità. Una famiglia dove il senso di proprietà della persona non esiste, nel mero significato che siamo abituati a dare, ma la libertà prende il posto al possesso.

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Significato e storia del termine

Svelato ciò, famiglia queer e il termine queer, di conseguenza, hanno in comune soltanto la popolarità attuale ma non il significato. Anche se queer, nella lingua inglese era usato nel corso del diciannovesimo secolo spesso con il significato di bizzarro o strambo, oggi coincide con un essere persona che ha la volontà di non manifestare espressamente la sua identità sessuale.

Famiglia queer, in altre parole, connota un appartenere a un nucleo familiare del tutto inconsueto. Entrambi i termini, in ogni caso, sono entrati di diritto all’interno del panorama culturale italiano.

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